


In piena Valtellina, non lontano dalla pittoresca Saint Moritz, in una conca ampia e luminosa splende Bormio, paese millenario che offre al visitatore scorci artistici, architettonici e storici di rara bellezza.
La stessa denominazione di "Magnifica Terra" o "Magna Terra di Bormio et honorate valli", assegnata in passato a tutta la zona, definisce un territorio circoscritto nella sua autonomia, orgoglioso, sin dai tempi più lontani, della sua vita sociale.
Dopo essere stato il palcoscenico dei campionati mondiali di sci nel 1985 e nel 2005, questo paesino che conta circa 4000 abitanti, è diventato meta ambita di molti villeggianti in cerca di poche ore di relax.
Attrazione principale sono le cristalline acque termali, famose fin dall'antichità per le loro proprietà curative. Secondo alcuni, infatti, già Plinio il Vecchio avrebbe citato le acque di Bormio nella sua "Naturalis historia" e Cassiodoro, segretario di Teodorico, ne avrebbe esaltato i benefici. Non a caso due delle nove sorgenti, che sgorgano ai piedi del monte Reit, devono il loro nome ai due personaggi sopra citati. La fonte "pliniana", insieme ai bagni romani e alla chiesetta di San Martino, testimonia l'antico impianto storico dei Bagni Vecchi risalente all'Alto Medioevo.
Le acque delle sorgenti, che scaturiscono ai piedi di queste Alpi, hanno mediamente un'escursione termica che varia tra i 38 e i 41 gradi.
I viaggiatori più esigenti possono prenotare un soggiorno all'Hotel Bagni Vecchi, grazioso albergo di 12 camere caratteristiche - di cui 4 suite - arredate con mobili originali di antiquariato artistico della Valtellina. Da qui il percorso per tuffarsi nei Bagni Vecchi è davvero breve: gli oltre 30 servizi termali (vasche, piscine, grotta sudatoria naturale, saune, bagno turco, ecc.) sono articolati in un percorso sia interno che all'aperto e sono utilizzabili 12 mesi l'anno. Nel verde del Parco Nazionale dello Stelvio, l'Hotel è il luogo ideale per una disintossicante vacanza benessere, un soggiorno antistress in completo relax. Un'alternativa a questo albergo potrebbe essere Meublè, chalet tipico valtellinese gestito dalla famiglia De Gasperi - Compagnoni sin dal 1972, anno della sua costruzione. Tutta la famiglia, e specialmente Emilia, vi accoglierà con calore e cercherà di rendere la vostra vacanza il più piacevole e rilassante possibile. La formula bed & breakfast offre la possibilità di una vacanza in piena libertà sia d'inverno che d'estate.
All'ora di cena potrete dirigervi verso il Ristorante Al Filò, situato nel centro storico di Bormio. Questo locale ricavato da un vecchio fienile e da una stalla dalle volte in pietra risalenti al '600, è ideale per gustare tutte le specialità creative e valtellinesi.
La cucina raffinata ma nello stesso tempo semplice nell'accostare le materie prime, segnalata dalle più importanti guide turistiche, si impegna da sempre a rispettare le più esigenti richieste della clientela moderna.
Per compagnie numerose consigliamo la Baita de Mario, situata a 5 km da Bormio. Con gli sci ai piedi, in sella a una bici, in compagnia di amici o con la famiglia è sicuramente una sosta per buongustai: un buon bicchiere di vino valtellinese accompagnerà pizzoccheri, sciatt, tagliolini ai funghi porcini, costolette di cervo al brandy con polenta, torta alle noci, coppa gelato con panna e mirtilli...
Ma Bormio non è solo benessere e gastronomia. Gli impianti sciistici offrono panorami mozzafiato e comprendono due versanti: quello del Vallecetta e quello del San Colombano, organizzati in piste adatte ad ogni livello per un totale di oltre 80 km serviti da 24 impianti di risalita. Nelle immediate vicinanze sono presenti gli impianti di Livigno e di Santa Caterina Valfurva che completano un'offerta per ogni tipo di esigenza.
Inoltre, per chi non può proprio rinunciare alla partita di golf del finesettimana, alle porte del paese sorge il Golf Club Bormio. Il campo, a nove buche, si snoda lungo 4236 metri ed è splendidamente incastonato nell'ambiente circostante: lungo il percorso, totalmente immerso nel verde, si possono infatti ammirare le cime che fanno da cornice alla vallata.